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Bimbo è uscito dal coma dopo cinque anni con l’infusione di cellule staminali prelevate dal sangue del cordone ombelicale della madre. Il caso arriva da Washington, dove il piccolo protagonista della vicenda nel 2008, all’età di due anni e mezzo, in seguito a un arresto cardiaco con conseguenti danni cerebrali, era caduto in uno stato vegetativo, la cui prognosi prevedeva minime possibilità di sopravvivenza. Così però non è stato grazie al trattamento con cellule staminali, eseguito da medici del Catholic Hospital di Bochum (Germania). La notizia è rimbalzata oggi su varie testate giornalistiche, dalle quali si apprendono anche le dichiarazioni di Arne Jensen, che ha condotto la ricerca pubblicata su Case Reports in Transplantation. “Questo studio dissipa i dubbi, di lunga data, circa l’efficacia di questa nuova forma di terapia – ha detto Jensen -. In una situazione disperata, i genitori hanno cominciato a cercare rimedi alternativi e ci hanno contattato per chiederci a proposito della possibilità di usare il sangue del cordone ombelicale congelato alla nascita”.
L’infusione delle staminali è avvenuta per via endovenosa e, secondo quanto riportano alcuni media, dopo due mesi di trattamento con cellule staminali già si erano riscontrati miglioramenti nel bambino tanto che nei mesi successivi ha iniziato a formulare frasi e a muoversi.
“Casi come questo motivano il nostro lavoro quotidiano – commenta Luana Piroli, direttore generale di InScientiaFides, biobanca di crioconservazione delle staminali cordonali certificata Fact-NetCord – . La storia di questo bambino dimostra come, nonostante quello che alcuni operatori sanitari e certa informazione continuano a sostenere, il trapianto autologo di cellule staminali, ossia quando il paziente è donatore di se stesso, rappresentano una realtà terapeutica dalle grandi potenzialità. Ricordo che esistono evidenze scientifiche sull’efficacia del trapianto autologo con cellule staminali in caso di patologie quali il mieloma, i linfomi e alcune forme di leucemia acuta. Dunque, in base a tutto ciò, continuiamo il nostro lavoro con la passione e la convinzione di sempre, investendo anche in ricerca scientifica, in divulgazione e in campagne di educazione sanitaria”.
Fonte: Ufficio Stampa InScientiaFides

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