Il dato chiave – il 70% dei bambini trattati con Ryoncil ha ottenuto una risposta al giorno 28.
Il 18 dicembre 2024 la Food and Drug Administration statunitense ha approvato Ryoncil (remestemcel-L-rknd) per il trattamento della malattia del trapianto contro l’ospite acuta refrattaria agli steroidi nei pazienti pediatrici a partire dai 2 mesi di età.
È un passaggio importante nella storia delle terapie cellulari: Ryoncil è la prima terapia basata su cellule stromali mesenchimali (MSC) approvata dalla FDA.
Che cos’è la malattia del trapianto contro l’ospite?
Il trapianto di cellule staminali ematopoietiche può rappresentare una terapia fondamentale per pazienti affetti da leucemie, linfomi, sindromi mielodisplastiche e altre gravi patologie ematologiche.
Quando le cellule staminali provengono da un donatore si parla di trapianto allogenico.
Dopo il trapianto, però, può verificarsi una delle complicanze più serie della procedura: la malattia del trapianto contro l’ospite, conosciuta anche con l’acronimo inglese GvHD (Graft-versus-Host Disease).
In questa condizione alcune cellule immunitarie provenienti dal donatore riconoscono i tessuti del ricevente come estranei e li attaccano.
La forma acuta può interessare soprattutto pelle, fegato e tratto gastrointestinale e può diventare particolarmente difficile da controllare quando non risponde alla terapia con corticosteroidi.
È proprio contro questa forma della malattia che interviene Ryoncil.
Ryoncil: che cos’è e perché rappresenta una svolta
Ryoncil (remestemcel-L-rknd) è una terapia cellulare prodotta da Mesoblast e costituita da cellule stromali mesenchimali allogeniche derivate dal midollo osseo di donatori adulti sani.
Il 18 dicembre 2024 la FDA ne ha autorizzato l’impiego per il trattamento della malattia del trapianto contro l’ospite acuta refrattaria agli steroidi (SR-aGvHD) nei pazienti pediatrici di almeno 2 mesi di età.
Il dato ha una rilevanza che va oltre la singola indicazione terapeutica.
Ryoncil è infatti la prima terapia a base di cellule stromali mesenchimali autorizzata dalla FDA negli Stati Uniti.
Prima della sua approvazione esisteva inoltre un’importante necessità terapeutica per i bambini più piccoli: ruxolitinib era già approvato dalla FDA per la SR-aGvHD, ma nei pazienti a partire dai 12 anni. Per quelli di età inferiore non esisteva una terapia specificamente approvata dalla FDA.

I risultati: risposta nel 70% dei bambini al giorno 28
L’efficacia di Ryoncil è stata valutata nello studio multicentrico prospettico MSB-GVHD001, che ha coinvolto 54 pazienti pediatrici affetti da malattia del trapianto contro l’ospite acuta refrattaria agli steroidi dopo un trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche.
Il principale risultato osservato è particolarmente significativo:
il 70% dei pazienti ha ottenuto una risposta complessiva al trattamento al giorno 28.
Più precisamente:
- 29,6% ha ottenuto una risposta completa;
- 40,7% una risposta parziale;
- la durata mediana della risposta è stata di 54 giorni.
Secondo la valutazione regolatoria della FDA, il 72% dei pazienti dello studio era inoltre classificato ad alto rischio secondo il MacMillan Risk Score.
Si tratta quindi di bambini affetti da una complicanza grave successiva al trapianto di cellule staminali e per i quali il trattamento con corticosteroidi non aveva prodotto una risposta sufficiente.
Perché le cellule mesenchimali sono così interessanti?
Le cellule stromali mesenchimali, spesso indicate nella letteratura scientifica con la sigla MSC, sono oggetto da anni di intensa ricerca per le loro proprietà biologiche e, in particolare, per la capacità di interagire con la risposta immunitaria e con i processi infiammatori.
L’approvazione di Ryoncil assume quindi un significato che supera il trattamento della GvHD pediatrica.
Per la prima volta la FDA ha infatti riconosciuto, sulla base di uno specifico prodotto, processo produttivo, indicazione e insieme di evidenze cliniche, un trattamento costituito da cellule stromali mesenchimali.
Questo non significa che tutte le MSC siano automaticamente terapie efficaci o approvate. Origine cellulare, modalità di isolamento, espansione, produzione, caratterizzazione, dosaggio e indicazione clinica possono determinare differenze sostanziali tra un prodotto cellulare e un altro.
Ryoncil rappresenta però una dimostrazione concreta del passaggio di una tecnologia basata sulle MSC dal laboratorio alla pratica clinica regolamentata.
Ryoncil e cellule staminali della gelatina di Wharton: qual è il collegamento?
È qui che l’approvazione diventa particolarmente interessante anche dal punto di vista della ricerca sulle cellule staminali della gelatina di Wharton.
È fondamentale fare una distinzione: Ryoncil non è prodotto utilizzando il cordone ombelicale.
Le cellule contenute nel farmaco derivano dal midollo osseo di donatori adulti sani.
La gelatina di Wharton, invece, è il tessuto connettivo che si trova all’interno del cordone ombelicale e costituisce una delle fonti studiate per l’isolamento di cellule stromali mesenchimali derivate dal cordone ombelicale (WJ-MSC).
Le MSC provenienti da fonti diverse non possono essere considerate automaticamente intercambiabili. Tuttavia, le cellule mesenchimali della gelatina di Wharton sono al centro di numerosi studi per le loro caratteristiche biologiche, immunomodulatorie e rigenerative.
La ricerca sta valutando il loro possibile impiego in diversi ambiti della medicina rigenerativa e delle terapie cellulari.
L’approvazione di Ryoncil non dimostra quindi l’efficacia clinica delle WJ-MSC nelle medesime indicazioni, ma rappresenta un precedente importante: dimostra che una terapia basata su cellule stromali mesenchimali può soddisfare i requisiti necessari per arrivare all’approvazione regolatoria della FDA.

Dal trapianto di cellule staminali alle nuove terapie cellulari
La storia di Ryoncil evidenzia inoltre quanto rapidamente stia evolvendo il concetto stesso di terapia cellulare.
Le cellule staminali ematopoietiche sono utilizzate da decenni nei trapianti per il trattamento di numerose malattie del sangue. Il sangue del cordone ombelicale rappresenta una fonte riconosciuta di queste cellule e viene utilizzato nel trapianto ematopoietico.
Accanto a questo ambito ormai consolidato, la ricerca sta studiando altre popolazioni cellulari e altri componenti biologici presenti nei tessuti perinatali.
Tra questi rientrano proprio le cellule stromali mesenchimali della gelatina di Wharton.
Si stanno così sviluppando due percorsi distinti ma complementari: da una parte l’impiego consolidato delle cellule staminali ematopoietiche nel trapianto di cellule staminali, dall’altra lo sviluppo di nuove terapie cellulari e rigenerative basate sulle MSC e sui loro prodotti.
Perché conservare sangue e tessuto del cordone ombelicale alla nascita
Il cordone ombelicale viene normalmente eliminato dopo il parto, ma contiene un patrimonio biologico particolarmente interessante.
Il sangue cordonale è ricco di cellule staminali ematopoietiche, già impiegate nella medicina dei trapianti, mentre il tessuto del cordone e in particolare la gelatina di Wharton rappresentano una fonte di cellule stromali mesenchimali, oggi oggetto di un’intensa attività di ricerca internazionale.
La conservazione alla nascita permette di preservare questo materiale biologico nel momento irripetibile in cui è disponibile.
È importante distinguere ciò che appartiene alla medicina attuale da ciò che appartiene alla ricerca: conservare il tessuto cordonale non garantisce che le cellule mesenchimali conservate possano essere utilizzate in futuro per una determinata terapia, né l’approvazione di Ryoncil può essere estesa automaticamente alle WJ-MSC.
Tuttavia, l’evoluzione delle terapie cellulari mostra perché la possibilità di preservare alla nascita un patrimonio biologico potenzialmente utilizzabile nel futuro rappresenti una scelta che molte famiglie decidono di valutare.
In Scientia Fides: conservare oggi il patrimonio biologico dei propri figli
Quando si sceglie di conservare sangue e tessuto del cordone ombelicale, la qualità della biobanca e dei processi adottati è un elemento essenziale.
In Scientia Fides è una biobanca specializzata nella conservazione del patrimonio biologico cordonale, con procedure finalizzate a garantire sicurezza, tracciabilità e qualità durante le diverse fasi che accompagnano il campione: dalla raccolta e dal trasporto fino alla lavorazione e alla crioconservazione.
La conservazione deve infatti essere considerata una scelta di lungo periodo. Il valore non risiede soltanto nel raccogliere il campione alla nascita, ma nel preservarne nel tempo le caratteristiche biologiche attraverso procedure e controlli adeguati.
Affidare il patrimonio biologico dei propri figli a In Scientia Fides significa scegliere una realtà specializzata nella conservazione cordonale e orientata all’applicazione di rigorosi protocolli di qualità e sicurezza, con l’obiettivo di custodire una risorsa biologica che la ricerca scientifica continua a studiare e valorizzare.
Ryoncil segna un passaggio storico per le cellule mesenchimali
L’approvazione di Ryoncil del 18 dicembre 2024 rappresenta una tappa importante nella storia della medicina cellulare.
Per la prima volta negli Stati Uniti, una terapia costituita da cellule stromali mesenchimali ha ottenuto l’approvazione della FDA.
E lo ha fatto affrontando una delle complicanze più difficili del trapianto di cellule staminali: la malattia del trapianto contro l’ospite acuta refrattaria agli steroidi nei bambini.
Ryoncil e le cellule staminali della gelatina di Wharton non sono la stessa cosa e non devono essere confuse. Ma appartengono a un’evoluzione scientifica che merita attenzione: quella che sta trasformando cellule e tessuti biologici in piattaforme per lo sviluppo di nuove terapie.
Per questo preservare alla nascita il patrimonio biologico contenuto nel cordone ombelicale significa soprattutto conservare oggi una risorsa biologica mentre la medicina continua a studiarne le possibilità di domani.
Fonte: U.S. Food and Drug Administration (FDA) · Blood · Letteratura scientifica sulle cellule stromali mesenchimali
