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Cellule staminali del cordone ombelicale e ictus ischemico: nuove speranze per il recupero neurologico

Se hai un familiare o un amico che ha subito un ictus ischemico, sai bene quanto possa essere lungo e difficile il percorso di recupero. I deficit motori e cognitivi possono durare anni, e la qualità della vita ne risente profondamente.

Una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Stem Cells Translational Medicine apre nuove prospettive: la terapia con cellule staminali del cordone ombelicale potrebbe supportare concretamente il recupero neurologico dopo ictus.

Cosa succede al cervello durante un ictus ischemico?

L’ictus ischemico si verifica quando un’arteria si ostruisce e il sangue non riesce più ad arrivare a una parte del cervello. Senza ossigeno, le cellule nervose muoiono in pochi minuti.

Le conseguenze variano da persona a persona e possono includere difficoltà a camminare, a parlare, a ricordare e a svolgere le normali attività quotidiane. I farmaci e gli interventi d’urgenza — come la trombolisi o la trombectomia — funzionano soprattutto nelle prime ore. Dopo, le possibilità di recupero neurologico con le terapie tradizionali si riducono sensibilmente.

Per questo la ricerca scientifica sta esplorando nuove strade, tra cui la terapia con cellule staminali per l’ictus.

Cellule staminali del cordone ombelicale: cosa sono e come funzionano

Le cellule staminali del cordone ombelicale sono cellule con proprietà rigenerative straordinarie. Si trovano nel sangue e nel tessuto del cordone ombelicale e possono essere raccolte al momento del parto, in modo semplice e non invasivo.

Tra le diverse popolazioni presenti nel cordone, le cellule staminali mesenchimali — dette anche MSC — sono tra le più studiate per le applicazioni neurologiche. Queste cellule hanno la capacità di comunicare con i tessuti danneggiati e di attivare processi di riparazione naturale.

Nel cervello colpito da ictus, le cellule staminali mesenchimali del cordone ombelicale (UC-MSC) possono:

  • ridurre l’infiammazione nel tessuto cerebrale
  • stimolare la formazione di nuovi vasi sanguigni, migliorando l’irrorazione delle zone danneggiate
  • rilasciare sostanze nutritive per i neuroni come BDNF, GDNF e NGF, che ne favoriscono la sopravvivenza
  • stimolare la neuroplasticità, cioè la capacità del cervello di riorganizzarsi e trovare nuovi percorsi

Alcune ricerche suggeriscono inoltre che queste cellule possano trasferire energia direttamente alle cellule danneggiate, migliorandone il funzionamento nel tempo.

Lo studio clinico sulla terapia con cellule staminali per l’ictus

Per valutare l’efficacia delle cellule staminali mesenchimali del cordone ombelicale nel recupero neurologico post-ictus, i ricercatori hanno condotto uno studio clinico randomizzato di fase II su 32 pazienti tra i 40 e i 75 anni con esiti di ictus ischemico.

I partecipanti sono stati divisi in tre gruppi:

  • chi ha ricevuto le cellule staminali mesenchimali tramite infusione endovenosa
  • chi le ha ricevute tramite iniezione nel canale spinale (infusione intratecale)
  • chi ha seguito esclusivamente la riabilitazione tradizionale

I pazienti trattati hanno ricevuto due infusioni a distanza di tre mesi, con una dose di 1,5 milioni di cellule per chilogrammo di peso corporeo, continuando in parallelo un programma di riabilitazione personalizzata.

I risultati: miglioramenti concreti nel recupero neurologico

Dopo 12 mesi di monitoraggio, i pazienti che avevano ricevuto la terapia con cellule staminali hanno mostrato miglioramenti significativi rispetto al gruppo che aveva fatto solo riabilitazione:

  • riduzione dei deficit neurologici
  • maggiore autonomia nelle attività quotidiane
  • migliori capacità motorie
  • qualità della vita più elevata

Entrambe le modalità di somministrazione si sono rivelate efficaci per il recupero neurologico dopo ictus ischemico. Tuttavia, l’infusione endovenosa ha registrato meno effetti collaterali, risultando più sicura e potenzialmente più applicabile su larga scala.

Perché conservare le cellule staminali del cordone ombelicale alla nascita

Questi risultati ci ricordano quanto sia prezioso il cordone ombelicale. Conservare le cellule staminali del cordone ombelicale al momento del parto significa mettere al sicuro, per il futuro, un patrimonio biologico unico — utile non solo per il bambino, ma potenzialmente per tutta la famiglia.

Il sangue e il tessuto cordonale contengono diverse popolazioni di cellule staminali, tra cui le cellule staminali mesenchimali con proprietà rigenerative, oggi oggetto di studio in numerose applicazioni della medicina rigenerativa, compresa la terapia per l’ictus.

In Scientia Fides: conserva oggi le cellule staminali per le terapie di domani

Affidarsi a una biobanca specializzata è fondamentale per garantire che le cellule rimangano vitali e disponibili nel momento del bisogno.

In Scientia Fides è una biobanca certificata che si occupa di raccogliere, processare e conservare le cellule staminali mesenchimali del cordone ombelicale secondo i più elevati standard scientifici e normativi. Ogni campione viene:

  • raccolto e processato con procedure certificate
  • sottoposto a controlli microbiologici e genetici
  • crioconservato in azoto liquido
  • monitorato costantemente per garantire la massima sicurezza

Conclusione: la medicina rigenerativa apre nuove strade

Siamo ancora agli inizi, e saranno necessari studi più ampi per confermare questi risultati. Ma la ricerca indica chiaramente che la terapia con cellule staminali mesenchimali del cordone ombelicale potrebbe diventare uno strumento concreto per migliorare il recupero neurologico nei pazienti con ictus ischemico.

Conservare le cellule staminali del cordone ombelicale oggi significa tenere aperta una porta importante verso la medicina di domani.