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Trapianto di cellule staminali associato a un anticorpo mirato nel trattamento di linfoma recidivanti o difficili da trattare. Combinazione di terapie di precisione nel trattamento del mieloma. E ancora: terapia tris, combinazione di tre farmaci, contro il mieloma multiplo e trapianto autologo di cellule staminali ad alte dosi in pazienti con Hiv affetti da Hodgkin o da linfoma non-Hodgkin.

Sono queste alcune delle nuove frontiere scientifiche su cui stanno lavorando i ricercatori. Gli studi sono stati illustrati al 56° Congresso dell’American Society of Ematology (ASH) di San Francisco, al quale partecipano oltre 20mila medici provenienti da tutto il mondo.
Il resoconto sull’evento, uno degli appuntamenti più attesi per gli operatori che vogliono aggiornarsi sui progressi della ricerca scientifica in ematologia, viene riportato dalla testata giornalistica quotidianosanita.it.

Tra gli studi sui trattamenti con cellule staminali autologhe, si evidenzia la sperimentazione dei ricercatori del National Cancer Institute Bone Marrow Transplant Clinical Trials Network svolta, in collaborazione con i ricercatori dell’AIDS Malignancy Consortium, tra 40 pazienti con Hiv.
Questi ultimi hanno ricevuto un trapianto autologo di cellule staminali ad alte dosi per verificare se tale trattamento può essere efficace anche in casi di linfoma-Hiv che sino ad ora non erano stati trattati con il trapianto di cellule staminali essendo immuno-compromessi.

Ebbene, riporta la testata giornalistica, “100 giorni dopo il trapianto, il 92,3% dei pazienti ha avuto una risposta completa al trattamento, solo uno ha avuto una remissione parziale e due hanno avuto una recidiva. Ad un anno dal trapianto, il tasso di sopravvivenza verificato è dell’86,6%.

“Questi sorprendenti dati dimostrano che il trapianto autologo di cellule staminali può essere efficace, tollerabile e non troppo tossico per i pazienti con linfoma associato all’Hiv – ha spiegato Joe Alvarnas del City of Hope National Medical Center in Duarte – e principale autore dello studio – Inoltre, il nostro studio fornisce una prova molto persuasiva che l’Hiv o l’Aids non dovrebbero rappresentare una barriera al trapianto autologo di cellule staminali per i pazienti che rientrano nei criteri di eleggibilità”.

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