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InScientiaFides è certificata Fact-Netcord e seleziona i campioni cordonali da conservare secondo il numero di CD34+, criteri che identificano le migliori unità di sangue cordonale conservate da utilizzare per trapianti secondo uno studio pubblicato dalla rivista scientifica Blood.

La pubblicazione scientifica Blood, una delle più prestigiose al mondo e pubblicata dall’American Society of Hematology, ha introdotto sul tema della conservazione delle cellule staminali da cordone ombelicale la quantità di CD34+ (cellule staminali emopoietiche) quale elemento fondamentale per riconoscere la qualità assoluta alla procedura di crioconservazione (www.bloodjournal.org http://bit.ly/1rpl18q).

Il dato emerge da uno studio dei medici dello Sloan-kettering Center di New York, che hanno sottoposto dei pazienti adulti affetti da leucemie acute e altri tumori all’infusione di due sacche di sangue, rilevando che il parametro indicatore della buona riuscita del trattamento con unità di sangue cordonale non è il numero di TNC totali (cellule mononucleate totali), ma il numero di CD34+ vitali (cellule staminali ematopoietiche) presenti nella sacca dominante.
Inoltre, un confronto fra le diverse biobanche ha evidenziato come le unità di sangue conservate nelle banche accreditate FACT abbiano mediamente parametri migliori dopo lo scongelamento, in termini di recupero di CD34+, con una vitalità media molto alta del 92%.
Ne deriva che il numero delle TNC che oggi invece viene utilizzato in tutte le banche pubbliche come parametro di selezione delle sacche non è così indicativo del buon esito del trapianto.

La biobanca InScientiaFides da sempre utilizza il numero cellule staminali emopoietiche come criterio per la valutazione dell’idoneità del campione da crioconservare, fattore indicato come requisito per l’accreditamento FACT- NETCORD (Netcord Foundation for the Accreditation of Cellular Therapy), certificazione che attesta, tra i diversi aspetti, l’eccellenza della operatività nella crioconservazione e nella tracciabilità del sangue cordonale stoccato, oltre alla garanzia di riconsegnare il campione affidato in qualsiasi momento e in qualsiasi parte del mondo.

“Abbiamo altre conferme di questa scoperta – commenta Arianna Dellavalle, direttore scientifico di InScientiaFides – nei nostri quotidiani confronti con centri di ricerca internazionali e proprio dialogando con Leopoldo Laricchia-Robbio, responsabile del centro di terapie avanzate di Siviglia JATA, ci siamo dati l’obiettivo di studiare il numero di CD34+ dei nostri campioni, per confermare la qualità delle nostre procedure”.

“Questi studi – conclude Luana Piroli, direttore generale di InScientiaFides – consolidano con elementi di certezza la nostra attività. Colgo l’occasione per invitare il Governo italiano a dedicarsi alla regolamentazione di un settore nel quale proprio la confusione sulle regole sulla qualità da soddisfare genera fatti gravi e integralismi a protezione di inefficienze. Oggi la realtà è che 3 biobanche pubbliche su 19 hanno la certificazione FACT Netcord e spesso proprio da una condizione del genere piovono giudizi grossolani e superficiali sull’attività delle biobanche private. Concentriamoci piuttosto sul dialogo, sul lavoro comune, per spronare il legislatore ad intervenire nell’interesse dei cittadini”.

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