SANGUE CORDONALE
Le cellule staminali contenute nel sangue del cordone ombelicale sono le uniche assieme a quelle del contenute nel midollo osseo ad essere utilizzate a fini terapeutici. Le motivazioni che hanno portato ad un crescente interesse per il sangue cordonale come fonte di cellule staminali sono le seguenti:
- nessun rischio per il donatore al momento della raccolta;
- nessun problema etico riguardante la raccolta e la conservazione;
- facilità di stoccaggio e conservazione del campione;
- immediata disponibilità nel momento del bisogno;
- rischio più basso di possibili infezioni da parte di virus latenti;
- minor rischio di GVHD (effetto collaterale che si riscontra nei trapianti);
- cellule più immature di quelle contenute nei tessuti adulti (midollo osseo e sangue periferico).
Un’altra caratteristica fondamentale delle cellule staminali, oltre a quelle già citate, è la loro plasticità. Quest’ultima caratteristica rende le cellule staminali derivanti dal sangue cordonale capaci di rigenerare non solo il tessuti ematico, ma anche altri tipi di tessuti (epiteliale, endoteliale, neuronale, …) facendo sì che il loro utilizzo possa essere esteso oltre al contesto delle malattie ematologiche anche alla rigenerazione di tessuti lesionati dell’organismo (medicina rigenerativa).
Per quanto riguarda i trapianti di cellule staminali che utilizzano sangue cordonale, il trapianto allogenico (ricevente e donatore sono persone distinte che possono avere o no grado di parentela) è ormai considerato un’operazione di routine nella cura delle malattie del sangue come linfomi e mielomi sia in campo pediatrico sia nel trattamento degli adulti.
Diversamente il trapianto autologo: il ricevente è anche il donatore di sangue cordonale. E’ una grande sfida, appena iniziata, che grazie alla ricerca offrirà ampi ambiti di utilizzo.
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