COME POSSIAMO CRIOCONSERVARE LE CELLULE PER LUNGO TEMPO?
"Crioconservazione" significa "conservazione attraverso il freddo". Per farvi comprendere il principio che sta alla base della crioconservazione occorre conoscere come funzionano le nostre cellule e cosa accade quando le crioconserviamo.
In questo modo si capisce chiaramente cosa avviene alle cellule del sangue cordonale del vostro bimbo nel momento in cui vengono crioconservate.
Da dove e in quale modo il nostro organismo trae l’energia necessaria per gestire le nostre giornate?
All'interno del nostro corpo, le molecole delle sostanze che introduciamo mangiando, bevendo e respirando, vengono continuamente rotte e i loro frammenti vengono ricomposti per formare altre sostanze, quelle di cui le cellule hanno bisogno per vivere e per rigenerarsi costantemente.
Questa attività chimico-fisica di continuo scambio, distruzione e costruzione di nuove molecole si chiama metabolismo, che produce calore ed energia. Il risultato è una temperatura pari a 35.5/36° all’interno del nostro organismo.
Compreso questo passaggio ora vi andremo a spiegare come riesce il nostro laboratorio, attraverso la tecnica di crioconservazione, a mettere a riposo le cellule del sangue cordonale del vostro bimbo.
Attraverso l’abbattimento graduale della temperatura togliamo l’energia termica prodotta dal movimento cellulare (metabolismo). Le sostanze si muovono sempre più lentamente e le reazioni chimiche iniziano a diminuire gradualmente per poi fermarsi completamente: la vita della cellula rimane in questo modo sospesa in un ‘eterno presente’, quello della crioconservazione.
Basta dunque congelare una cellula per rallentarne o addirittura arrestarne l'invecchiamento? La risposta è: sì! E’ fondamentale impedire la formazione di cristalli aghiformi all’interno della cellula (le cellule sono costituite per lo più da acqua che, congelando, aumenta di volume e tende a formare cristalli). Ecco il motivo per cui è utile applicare ed attuare tecniche scientificamente validate ed approvate dalla comunità scientifica.
Come si può ostacolare la formazione di cristalli?
Si agisce in due modi: aggiungendo una sostanza chiamata crioprotettore che ha il ruolo di proteggere la cellula durante il congelamento, rallentando i movimenti e contrastando la formazione dei legami di idrogeno responsabili della formazione dei cristalli di ghiaccio; abbassando la temperatura in maniera controllata, attraverso l’utilizzo di particolari congelatori che possono arrivare a temperature di molto inferiori agli 0°C, in modo da non dare il tempo alle molecole di orientarsi.
Come viene garantita la vitalità delle cellule nel lungo periodo?
Perché le cellule possano rimanere vitali durante tutto il periodo della crioconservazione, che per le attuali conoscenze può durare anche decine di anni, si devono usare temperature molto basse, intorno a -170/-180°C.
Ma, come si possono ottenere temperature tanto basse?
Utilizzando i vapori d’azoto liquido. L’azoto liquido raggiunge temperature bassissime (-196°C); i vapori che sprigionano da questo liquido sono quindi altrettanto freddi e, se mantenuti all’interno di particolari contenitori, sono in grado di assicurare le temperature ideali per la crioconservazione senza provocare alcun danno alle cellule congelate.
Quindi, una corretta crioconservazione, che utilizzi i giusti agenti crioprotettori e le giuste temperature, può assicurare il mantenimento delle cellule per anni e anni, senza che queste subiscano danneggiamenti o deterioramenti. In questo modo se dovessero essere scongelate e utilizzate, anche dopo lungo periodo di tempo, rimangono vitali e funzionanti come il giorno in cui sono state congelate!

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